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Ultimo aggiornamento: 19:37

Dopo tre decisioni del Riesame (contro cui è stato comunque proposto ricorso in Cassazione) e a distanza di quasi due mesi dalle prime perquisizioni con sequestri del 26 settembre scorso, la Procura di Brescia ha restituitoi dispositivi informatici, tra cui telefoni, pc, tablet e chiavette, che erano stati presi all’ex procuratore di Pavia Mario Venditti indagato per corruzione in atti giudiziari per il filone bresciano del caso Garlasco e per corruzione e peculato per il presunto “sistema Pavia”.

A Venditti, difeso dall’avvocato Domenico Aiello, i dispositivi sono stati riconsegnati venerdì, dopo che nei giorni scorsi per tre volte il Riesame ha annullato i decreti di sequestro dei pm, due volte per il filone Garlasco e una volta per quello sulla gestione delle spese dell’ufficio requirente pavese. I giudici con gli annullamenti hanno anche ordinato la restituzione degli eventuali dati prelevati dai dispositivi.

Dunque, stando alle ordinanze dei giudici, la Procura bresciana in questi quasi due mesi non ha potuto effettuare ricerche su quei dispositivi per le indagini. I sequestri sulla tranche Garlasco sono stati bocciati dal Riesame perché i pm non hanno indicato parole chiave per le ricerche, né un periodo temporale delimitato. Sul cosiddetto “sistema Pavia”, invece, che vede indagato anche l’ex pm pavese Pietro Paolo Mazza, ora a Milano, per il Riesame non ci sono proprio indizi dei reati contestati. Anche a Mazza, perquisito con sequestri ad ottobre, sono già stati riconsegnati telefoni ed altro.