Il doppio stop che il Tribunale del riesame di Brescia impone annullando per la terza volta in un mese il decreto di sequestro di pc e telefoni del 26 settembre e 24 ottobre a carico dell'ex procuratore aggiunto con l'accusa di aver ricevuto i "20-30mila euro" dell'ormai celebre 'pizzino' scritto a mano dal padre, Giuseppe Sempio, e il deposito delle motivazioni dei sequestri del 9 ottobre annullati nell'inchiesta 'Clean' al 72enne e al pm di Milano Pietro Paolo Mazza, obbligano il Procuratore di Brescia, Francesco Prete, e la pm Claudia Moregola a decidere cosa fare: ricorrere per Cassazione (ci vorrebbero mesi per una pronuncia, peraltro in bilico) e nel frattempo restituire immediatamente 3 telefoni, 2 pc, 2 Ipad, 2 hard disk e 2 chiavette usb a Venditti, come in serata mette per iscritto l'avvocato Domenico Aiello paventando l'ipotesi di reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice se la richiesta non fosse esaudita, oppure disporre un nuovo sequestro per sfidare per la quarta volta i giudici della libertà su un terreno risultato scivoloso per gli inquirenti.
Garlasco, annullati i sequestri a Venditti: "Nessuna svendita della toga"
Nessuna "evidenza investigativa" della corruzione o "sistematica svendita" della toga da parte dei magistrati e Mario Venditti che...












