La consegna dell’Ulivo d’oro a Saverio Costanzo sancisce la penultima giornata del ventiseiesimo Festival del cinema europeo di Lecce. Si concluderà sabato 22 novembre, con la consegna del premio Mario Verdone, l’anteprima del film americano Under the stars, girato in Salento e la cerimonia finale al multisala Massimo.
Così come avvenuto per Lars von Trier, anche a Costanzo è stata dedicata una retrospettiva dei suoi film più noti, tra questi La solitudine dei numeri primi, Hungry hearts e, soprattutto, Private, che già nel 2004 raccontava della convivenza forzata tra un gruppo di soldati israeliani e una famiglia palestinese che non vuole lasciare la sua casa sequestrata.
«Il film – ha dichiarato il regista al festival – è nato da una storia vera di cui sono venuto a conoscenza durante il mio soggiorno a Gaza nel 2003, dove sono stato più di sette mesi. All’inizio pensavo di poter realizzare un documentario, poi è nato il lungometraggio che, in realtà, abbiamo girato a Riace, con un budget di 100mila euro. Private resta un unicum, per la prima volta recitavano insieme attori palestinesi e israeliani sull’occupazione dei territori, non è più accaduto».
Costanzo ha ricontattato gli attori qualche tempo fa, perché dal 7 ottobre in poi il film ha ritrovato una sua attenzione. «È drammatico ma, ora, nessuno dei due mondi sarebbe disposto a realizzare un’opera di questo tipo – continua - per questo va portato in giro il più possibile perché racconta di un dialogo ormai interrotto». Costanzo ha anche sottolineato il suo approccio al cinema, che per lui rappresenta un fuoco, una passione e il rigore con cui lavora.






