È la più famosa app di compravendita second hand, un mercatino digitale in cui trovare qualsiasi cosa – vestiti soprattutto, ma anche libri, accessori e oggetti per la casa. Vinted ormai è entrata negli armadi di milioni di italiani, permettendo di vendere ciò che non si usa più e di comprare abbigliamento a pochi euro. La crescita dell’app, però, ha aperto la porta a usi illeciti della piattaforma, in cui si sono insinuati anche contenuti porno.

Il caso è esploso in Francia dopo la denuncia dell’Alto Commissario per l’infanzia Sarah El Haïry e un’inchiesta del sito L’Informé, in cui si legge: “Con il pretesto di vendere costumi da bagno o biancheria intima, molti profili utilizzano la famosa piattaforma di seconda mano come porta di accesso ai propri account su altre applicazioni in cui vengono venduti contenuti erotici o pornografici” citando come esempi Onlyfans e Mym. Nel feed, questo tipo di contenuti si presentano come tutti gli altri: foto di lingerie, di costumi da bagno o completini. Ma scorrendo i caroselli di foto e leggendo le didascalie ci sono alcuni dettagli sospetti, come la richiesta dei venditori di essere contattati in privato o link che portano fuori dalla piattaforma verso gruppi Telegram, siti per adulti o profili Onlyfans.