Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 14:33
“La vita dell’atleta è solitudine. Se non hai la fortuna di vivere a casa e – credo che l’80% degli atleti non viva con i propri genitori – quando ti svegli, sei da sola: fai colazione, vai in palestra, torni, pranzi, torni in palestra, ceni e vai a dormire. E sei sempre sola. Sempre. E quindi succede che ti abitui, che comincia a piacerti quella solitudine”. Mai banale Paola Egonu nelle sue dichiarazioni. La pallavolista italiana ha parlato ai microfoni di GQ Italia, che l’ha nominata atleta dell’anno. Miglior opposto in Champions League, miglior opposto all’ultima Nations League ed Mvp nell’ultima Supercoppa Italiana vinta con la Pro Victoria, Paola Egonu con la nazionale italiana femminile di volley ha vinto gli ultimi Mondiali e la medaglia d’oro alle Olimpiadi.
Nel corso dell’intervista ha affrontato diversi aspetti, tra cui appunto quello della solitudine dell’atleta: “Poi vedi i tuoi coetanei e magari succede qualcosa: chiami i genitori, oh Dio, è successo questo, quello, si chiacchiera, si sta al telefono. Nella vita dell’atleta non hai il tempo di fermarti, di piangere, di parlare. Appena c’è un problema devi reagire, andare oltre. Perché siamo abituate ad andare a una velocità molto più alta”, ha spiegato Egonu. “È difficile però essere comprese sempre, perché non viviamo le stesse cose, cioè non vivono in prima persona le emozioni che vivo io. Però è importantissimo avere qualcuno che ti supporta e che ti ascolta”.







