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Ultimo aggiornamento: 13:02
Agli americani Volodymyr Zelensky aveva chiesto una “pace dignitosa“. Il Segretario all’Esercito Daniel Driscoll gli ha consegnato un piano che fotografa una pace possibile ma tra la neutralità e la smilitarizzazione di Kiev, il riconoscimento delle conquiste territoriali, la fine delle sanzioni, il reintegro nel consesso politico internazionale e l’amnistia accordate a Mosca soddisfa molte delle richieste avanzate negli anni da Vladimir Putin. Il documento, che circola ancora in forma di bozza, delinea un accordo che ridisegnerebbe profondamente gli equilibri militari e politici dell’Europa orientale.
“La sovranità dell’Ucraina sarà confermata”, recita il primo dei 28 punti del piano, riguardo al quale l’Ue ha chiesto che Kiev sia coinvolta. Quello su cui poggia il programma elaborato da Usa e Russia per il raggiungimento del cessate il fuoco è il 21, riguarda i “territori” e prevede il riconoscimento de-facto della Crimea come territorio russo anche da parte degli Stati Uniti e la legittimazione dell’attuale controllo che Mosca esercita su ampie porzioni del Donbass, con la creazione di una “zona cuscinetto neutrale e demilitarizzata” nelle aree dell’oblast di Donetsk in cui ora sono presenti truppe ucraine, e il congelamento della linea di contatto tra i due eserciti nella parte occupata di Kherson e Zaporizhzhia. Una scelta che assegna alla Russia una vittoria politica e territoriale significativa e che per l’Ucraina rappresenta una perdita strategica e simbolica.













