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Trump è tornato alla carica sull'Ucraina, svelando un piano pensato per chiudere la guerra. C'è solo un problema: ha lavorato a quel piano coi russi, escludendo ucraini ed europei. E ora Zelensky è davanti a un bivio
Da quando Donald Trump è tornato alla Casa Bianca le relazioni Stati Uniti-Ucraina sono entrate in crisi. Derubricando la guerra più geopoliticamente importante del decennio a una questione politica, con Volodymyr Zelensky (negativamente) associato alla figura di Joe Biden, o tutt'al più regionale, dunque più rilevante per l'Unione Europea che per gli Stati Uniti, Trump ha abbandonato progressivamente l'agenda russa dell'amministrazione precedente.
Per Trump, la Russia non è una minaccia alla sicurezza nazionale più di quanto non lo sia il neomercantilismo tedesco e rappresenta un attore-chiave nel contesto della biforcazione del sistema internazionale e della dispersione della globalizzazione. Corteggiando Vladimir Putin, il presidente degli Stati Uniti spera di portare la Russia nel campo da gioco occidentale o, perlomeno, di spingerla a mettere qualche limite nella sua amicizia senza limiti con la Cina.






