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Kevin Spacey torna a Cannes, non sul red carpet, è vero, ma in un cosiddetto "evento collaterale"
Eccolo lì, il solito sospetto, tornato a sorridere con tanto di papillon amaranto, tra flash, tintinnio di champagne e una statuetta dorata da sollevare, anche se non è la Palma d'oro, bensì un premio ricevuto dal Better World Fund... Kevin Spacey (foto) torna a Cannes, non sul red carpet, è vero, ma in un cosiddetto «evento collaterale», un po' come di «danni collaterali» si potrebbe parlare a proposito della pausa forzata in cui è finita la sua vita, quanto meno professionale, in seguito alle inchieste che lo hanno visto coinvolto. Anche queste «collaterali», diramazioni del #metoo, che dal 2017 in poi lo hanno travolto e trascinato in tribunale, accusato di violenza sessuale da parte di vari uomini. Vale la pena ricordare che in un caso l'attore è stato assolto, in un altro dichiarato non colpevole, in un altro le accuse sono state ritirate e che quest'anno è stato di nuovo denunciato, a Londra. In ogni caso, non appena il suo nome è finito nella lista nera, lui è finito fuori dai set, primo fra tutti quello di House of Cards. Al Festival non aveva più messo piede ed è tornato in scena nel 2023 per girare The Awakening, un thriller che viene presentato ora. E quindi la sua apparizione l'altra sera a Cannes è stata il tributo al re detronizzato che si riprende la propria corona. Spacey ha celebrato questo suo trionfo con un discorso di dieci minuti, e la commozione del caso. Ha ricordato la «lista nera» di Hollywood, dei tempi di McCarthy, e lo sceneggiatore Dalton Trumbo, uno che in quella lista ci era finito, e che però Kirk Douglas ebbe il coraggio di far lavorare. Perché, ha ricordato, è facile interpretare gli eroi e sbandierare i valori nella finzione del grande schermo, ma nella realtà le scelte sono talvolta meno semplici (però molto rivelatrici).






