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Pupi Avati contro i cineasti-politici alla rassegna: "Cacciare due artisti è una follia. E poi è la solita storia dei due pesi e due misure". E molti altri ora si dissociano
Maestro, lei ha firmato la petizione dei cineasti pro-pal alla mostra di Venezia? "Senta, mi dica la verità: lei pensa che Netanyahu non abbia dormito la notte quando ha saputo che c'era un appello dalla mostra di Venezia?". Pupi Avati, un grande del cinema italiano, risponde al telefono scoraggiato e sarcastico. Ha poca voce, ma tagliente. Non si capacità del perché 1500 artisti o collaboratori degli artisti, alcuni anche di talento, abbiano scritto uno scriteriato appello con la richiesta di cacciare dalla mostra di Venezia due attori bravi e di prestigio come Gal Gadot e Gerard Butler perché considerati ebrei e filoisraeliani.
"Le manifestazioni pro Pal a Venezia non cambieranno nulla: i potenti della terra non saranno certo sensibilizzati da quello che accade a Venezia e io non trovo giusto approfittare del Red Carpet per farsi un po' di pubblicità", mi dice Avati. "E poi la solita storia dei due pesi e due misure: perché non si fa una manifestazione contro Putin?".






