È costato il posto da assessore ad Antonio Gagliano il messaggio, inviato lunedì sera sulla chat di maggioranza durante l’intervento, in consiglio comunale, del consigliere di opposizione Luciano Zarbano, con il quale proponeva di «indagare sulla sua vita». Il sindaco Claudio Scajola, infatti, dopo una mattinata concitata, ha deciso di revocargli l’incarico. L’ormai ex assessore aveva scritto: «lo indagherei sulla sua vita, se ha tutte le carte in regola ad esempio quale abuso che ha fatto. Sapete nella vita il più pulito ha la lebbra, magari ha la casa parte non condonata oppure il passo carraio non in regola. O qualcos'altro. Così semmai ci fosse qualcosa, potremmo avvertirlo cosa ne pensate? Potremmo fargli fare una figura di merda».
La revoca dell’assessore Parole che non sono andate giù al sindaco. «In riferimento al messaggio pubblicato dall'assessore Gagliano sulla chat privata di maggioranza – si legge in una nota del primo cittadino – comunico che ho convocato l’assessore Gagliano per un confronto su quanto accaduto. Ho ascoltato la sua versione dei fatti e sono convinto che quel messaggio non rivelasse intenzioni reali di alcun genere: certi comportamenti non appartengono né a lui né a nessun componente della mia amministrazione. Tuttavia, a fronte della gravità di quanto accaduto e del clamore che il fatto ha generato, mettendo in cattiva luce l’amministrazione civica e il suo operato quotidiano, ho assunto con responsabilità, sebbene con sofferenza personale, la decisione di revocare la nomina ad assessore di Antonio Gagliano per una evidente ragione di opportunità e per ribadire la totale distanza mia e di tutta l’amministrazione da concetti come quelli espressi nel messaggio in questione». “Umanamente dispiaciuto” Scajola ha poi aggiunto: «Sono umanamente molto dispiaciuto per la vicenda di queste ore che mi ha portato a firmare la revoca dell’incarico di assessore a Gagliano. In questi anni con Antonio ho avuto un rapporto sempre franco, sincero, autentico, frutto di una amicizia di lunga data che non termina oggi. Era giusto e doveroso, da parte mia, assumere questa decisione per quanto accaduto, ma ciò non scalfisce l'affetto che nutro nei suoi confronti e la riconoscenza per essermi stato vicino».







