Al suo esordio, qualcuno lo derideva, eh sì, è arrivato il nuovo Marchese del Grillo. La sua aspirazione era già stata derubricata: è una missione impossibile, la sua ambizione è smisurata. Una valutazione che aveva tranquillizzato gli occhiutissimi controllori del Nazareno, che infatti avevano iniziato a controllare da altre parti. D’altra parte lui, Ernesto Maria Ruffini, è fatto così, è partito in sordina, sperando che al momento giusto arrivassero le spinte dei suoi padri nobili. Il primo a muoversi fu infatti Romano Prodi, il fondatore dell’Ulivo, grato che l’esperimento del giovane erede prendesse a modello in tutto e per tutto (anche nel simbolo) la sua epica cavalcata. Il network del professore, tra i portici di Bologna e i gangli vitali dello Stato dove operano molti dei suoi storici "seguaci", in corso d’opera ha fatto la differenza.