“Non ho depistato le indagini, nel corso degli anni sono emersi gli atti che dimostrano chi lo ha fatto. Fui estromesso dopo meno di un mese ma, a sapere ciò che mi sarebbe accaduto, avrei sequestrato la bicicletta di Alberto Stasi, anche se non corrispondeva alla descrizione. Secondo me andavano indagate anche altre persone”. A parlare è il maresciallo Francesco Marchetto, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco, intervenuto in diretta al programma Incidente Probatorio - Cronache d’estate, in onda sul canale 122 Fatti di Nera. Il suo è un intervento a difesa del proprio lavoro e una risposta ai tanti dubbi sollevati sulla prima fase delle indagini nella villetta in cui fu uccisa Chiara Poggi.

Chi andava indagato, secondo Marchetto? “Quando io ho alzato il dito con il mio ufficiale – ha spiegato l’ex maresciallo – ho semplicemente detto che andavano condotte indagini anche su altre due persone, per capire la verità, per escludere eventuali sospetti oppure trovare indizi. Una era Stefania Cappa, perché nell’interrogatorio che ha reso aveva dichiarato di essere proprietaria, insieme alla famiglia, di una bicicletta di colore nero. Per rendere completo quel verbale mancava però un riscontro, che non fu fatto non per colpa mia. Lì c’erano delle persone che coordinavano, un’intera linea gerarchica. La seconda persona era sua madre Rosa Poggi, che aveva dichiarato di essere uscita di casa alle 9.30 del mattino. Peccato che un commerciante abbia detto di averla vista transitare a bordo di un suv nero verso le 8:15, riconoscendola senza ombra di dubbio perché era sua cliente. Secondo me c’era da fare un’indagine a 360 gradi: se si ascolta una persona e non si va a verificare ciò che ha detto, quello resta un verbale a metà. Io provai a sentire Stefania Cappa, ma il mio comandante mi disse che lei aveva un alibi. Dopo meno di un mese fui estromesso dalle indagini. Ripensandoci, le prime due cose che mi avevano colpito erano proprio questi due verbali: uno incompleto, perché mancava il riscontro sulla bicicletta, e quello della madre, in cui emergeva una evidente discrepanza sugli orari”.