ROMA — Nei primi nove mesi del 2025 l’Inps ha erogato 14,7 miliardi di euro di Assegno unico universale (Auu) per i figli, dopo i 19,9 miliardi del 2024. La misura raggiunge 6,22 milioni di famiglie e 9,84 milioni di figli, con un importo medio a settembre di 173 euro per figlio, che però cambia molto in base all’Isee: si va da 57 euro per chi non presenta la Dsu (la Dichiarazione sostitutiva unica) o supera la soglia massima, a 224 euro per chi rientra nella fascia più bassa.
Le nuove tabelle dell’Osservatorio Inps permettono di leggere nel dettaglio come si distribuiscono famiglie e figli nelle diverse fasce di reddito, fotografando una platea in cui più della metà dei figli dell’Auu vive in nuclei a Isee molto bassi.
Quanto si prende davvero in base all’Isee
A settembre 2025 la fascia Isee più bassa, fino a 17.227,33 euro, è di gran lunga la più affollata. Qui si trovano 4,75 milioni di figli, che ricevono l’importo massimo, circa 224 euro al mese, e appartengono a famiglie con 1,68 figli in media. È la metà esatta della platea: su 9,35 milioni di figli complessivi, circa il 51% sta in questa fascia.
Salendo di reddito, gli importi scendono: tra 17 e 25 mila euro di Isee l’assegno si attesta tra 190 e 160 euro, con famiglie un po’ meno numerose (circa 1,6 figli), e tra 25 e 40 mila euro oscilla fra 130 e 100 euro, con 1,5–1,55 figli per nucleo. All’estremo opposto ci sono i nuclei con Isee oltre soglia o senza Dsu: qui l’assegno si ferma a 57–60 euro per figlio e i bambini e ragazzi sono 1,73 milioni, pari a circa il 19% del totale, in famiglie che hanno in media 1,42 figli.







