Nuovo scossone all'interno del Garante della privacy.
Dopo il rifiuto di lasciare l'incarico da parte dei componenti del collegio a seguito delle richieste di dimissioni arrivate da più parti all'indomani dell'inchiesta di Report, a fare un passo indietro è la figura al vertice della macchina amministrativa dell'Autorità, il segretario generale Angelo Fanizza. La scelta di lasciare l'incarico è arrivata in serata, al termine di una giornata convulsa, segnata da un'assemblea dei lavoratori che ha chiesto all'unanimità le dimissioni dell'intero collegio.
La nomina di Fanizza, magistrato presso il Tar del Lazio e dottore di ricerca in diritto pubblico dell'economia, titolare per molti anni di incarichi di docenza nell'Università di Bari, era stata comunicata dal Garante di recente, lo scorso 10 ottobre. Sarebbe dovuto rimanere in carica fino al termine del mandato del collegio, il 29 luglio 2027. Fanizza non ha motivato pubblicamente le sue dimissioni, ma è evidente che il clima acceso delle ultime settimane, si è fatto rovente dopo la netta presa di posizione dei dipendenti.
Questa mattina si è tenuta - come anticipato da Wired - un'assemblea dei lavoratori che ha chiesto all'unanimità al collegio di rassegnare le dimissioni. Una richiesta non vincolante, ma che arriva dopo quelle avanzate dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle, oltre che da alcuni settori della maggioranza. I quattro membri, il presidente Pasquale Stanzione, la vice Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza, hanno però tenuto il punto, respingendo qualsiasi ipotesi di passo indietro e rivendicando la propria autonomia e indipendenza dal potere politico.













