“Congratulazioni”, “Sono così felice per te”, “Te lo meriti”. Sono solo alcuni dei commenti sotto il post con cui la popstar Taylor Swift ha annunciato il matrimonio con Travis Kelce, campione di football dell’Nfl. Tutti a congratularsi, a esprimere affetto e vicinanza. Anche se non sono amici e non li conoscono affatto. E, allora, perché lo fanno?
Ce lo spiega il Cambridge Dictionary: si tratta di una relazione “parasociale”. Secondo la definizione ufficiale: “che coinvolge o si riferisce a una connessione che qualcuno sente tra sé e una persona famosa che non conosce, un personaggio di un libro, di un film, di una serie tv, etc., o un'intelligenza artificiale”. È questa la parola, dal significato quasi distopico, che descrive meglio il nostro tempo.
Le origini della parola e la nascita dei “fan”
In realtà, né il fenomeno né la parola che lo descrive sono nuovi. Il termine risale al 1956, quando i sociologi dell'Università di Chicago Donald Horton e Richard Wohl osservarono che i telespettatori instauravano con i personaggi televisivi relazioni “parasociali” simili a quelle che avevano con i loro familiari e amici “reali”. In particolare, i ricercatori studiarono come il mezzo televisivo, che proprio in quegli anni viveva il suo boom, portasse i volti di attori, presentatrici e conduttori direttamente nelle case degli spettatori, rendendoli parte integrante della vita delle persone.











