Dal discorso funebre di Erika Kirk ai fidanzamenti rilanciati sui social: una scrittrice (nubile) si interroga sulla crescente retorica pro-matrimonio

di Olga Campofreda

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Da che ne ho memoria le celebrità si sono sempre sposate, mai però come nell’ultimo periodo questo tipo di storie prevale di gran lunga sulle altre – almeno nel mio feed. È un po’ come se in risposta all’evoluzione della donna single e indipendente, si volesse promuovere un unico modello: quello della moglie.

Anche se nessuno oggi saprebbe dire chi è Erika Frantzve, tutti conoscono Erika Kirk, vedova di quel Charlie Kirk, attivista conservatore americano, ucciso lo scorso 10 settembre con un colpo di pistola durante un comizio alla Utah Valley University. Il video del discorso della vedova durante il funerale ha fatto il giro del mondo: "La causa più importante nella vita di Charlie era cercare di far rivivere la famiglia americana", ha detto nello stadio di Glendale. "Donne, ho una sfida per voi: siate virtuose. La nostra forza risiede nel disegno di Dio per il nostro ruolo, siamo le custodi, siamo quelle che incoraggiano, siamo quelle che preservano". Ed è stato in quel momento, davanti a migliaia di persone, che l’ex Miss Arizona ha smesso di essere solo se stessa per trasformarsi nel simbolo della devota moglie americana, protagonista fondamentale nel futuro degli Stati Uniti immaginato da Charlie Kirk e dal partito repubblicano.