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20 NOVEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 17:01
L’Ucraina non ha dimenticato Bucha con le sue 360 vittime, pochi mesi dopo l’invasione russa del febbraio 2022. Le autorità di Kiev hanno identificato un ufficiale russo ritenuto responsabile di “crimini di guerra sistematici e coordinati”, commessi durante l’occupazione di Bucha nel 2022, quando centinaia di civili furono uccisi dalle truppe di Mosca. Secondo l’ufficio del Procuratore generale ucraino, citato dalla Cnn, si tratta di Yurii Vladimirovich Kim, comandante di un plotone della 76ª Divisione d’assalto aereo russa, già destinatario di un “Avviso di sospetto”, il primo passo verso un possibile mandato di cattura internazionale.
L’atto d’accusa attribuisce a Kim la responsabilità di almeno 17 omicidi e quattro casi di maltrattamenti inflitti tra il 7 marzo e l’1 aprile 2022, periodo dell’occupazione di Bucha. Il ritiro delle forze russe portò alla luce corpi di bambini, anziani e altri civili abbandonati nelle strade, oltre a fosse comuni e segni di torture in scantinati. Gli avvocati di Global Rights Compliance, che assistono Kiev nelle indagini, spiegano che il dossier si basa su testimonianze, perizie forensi, ricostruzioni delle scene del crimine, riconoscimenti fotografici, mappe e analisi da fonti aperte. Kim sarebbe inoltre accusato di aver ordinato di bruciare i corpi delle vittime per eliminarne le tracce.






