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Ultimo aggiornamento: 14:36
Nell’ottobre del 2023 la Cassazione aveva annullato le assoluzioni e rinviato a nuovo appello per il caso dell’espulsione di Alma Shalabayeva, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, e di sua figlia Alua avvenuta a Roma nel 2013. La corte di appello di Firenze ha confermato la condanna dei cinque poliziotti imputati nel processo bis sul quel rimpatrio condotto con modalità che avevano scatenato una polemica politica. Confermata la sentenza di condanna del primo grado a Perugia, ma con parziale riforma dell’interdizione dai pubblici uffici da perpetua a 5 anni. L’accusa è di sequestro di persona in relazione a irregolarità nelle procedure di espulsione. Il pg di Firenze Luigi Bocciolini aveva chiesto l’assoluzione. La parte civile aveva chiesto la condanna per tutti e il risarcimento.
La corte di Firenze nel processo di appello bis ha dunque confermato la sentenza del primo grado del tribunale di Perugia contro gli imputati appellanti, poliziotti della questura di Roma al tempo dei fatti. Restano uguali le condanne a 5 anni per gli ex capi della squadra mobile e dell’ufficio immigrazione Renato Cortese e Maurizio Improta, e per i funzionari della mobile Luca Armeni e Francesco Stampacchia; a 4 anni per il funzionario dell’ufficio immigrazione Vincenzo Tramma. Condannati a pagare le spese processuali e ai risarcimenti. Motivazioni fra 90 giorni.










