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20 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 14:28

Nei giorni scorsi il ministro della Sanità Orazio Schillaci ha espresso un ragionamento molto denigratorio rispetto alla classe medica (di cui lui per inciso fa parte). Mi domando come si sentiranno i pazienti che oggi si recano dal medico, che dovrebbe essere un loro riferimento di fiducia, sapendo che il ministro li considera dei debosciati che sono disposti a mettere a repentaglio la salute dei loro assistiti per guadagnare di più? In sintesi il ministro ha detto, seguendo i ragionamenti più populisti, che per diminuire le liste d’attesa per le prestazioni specialistiche del servizio sanitario sta pensando di impedire la libera professione dei medici all’interno dell’ospedale. In questo modo ha implicitamente avvallato l’idea che i medici ospedalieri non effettuino appositamente visite, che dovrebbero attuare per dovere istituzionale, per favorire la loro stessa libera professione. Fannulloni durante l’orario di lavoro, pagato dal servizio sanitario, in modo che il paziente, esasperato dai tempi d’attesa, accetti l’idea di sborsare del denaro per avere l’agognata visita.

Il ministro dovrebbe sapere che nella stragrande maggioranza i medici ospedalieri durante le 38 ore di orario lavorativo svolgono per lo più attività di reparto per cui accudiscono ai pazienti ricoverati, effettuano interventi, e cercano di salvare la loro vita riportandoli a una condizione accettabile per la dimissione. A parte qualche caso sporadico, la mela marcia che certo ci potrà essere, la mia esperienza mi porta a ritenere che il lavoro in ospedale sia molto gravoso e impegnativo. Se finito l’orario ospedaliero i medici, per poter seguire più accuratamente alcuni pazienti che hanno con loro un rapporto di fiducia, svolgono libera professione lo fanno in ore che sottraggono alla vita privata e alle loro famiglie.