(di Francesca De Lucia)
Colte e mecenati, Viceregine, ma anche medici, speziali, teatranti, finissime artigiane e tante pittrici.
Non solo Artemisia Gentileschi, quindi, con importanti dipinti mai esposti in Italia (da musei di Boston, Sarasota e Oslo): la mostra "Donne nella Napoli spagnola.
Un altro Seicento" alle Gallerie d'Italia racconta sopratutto l'altra metà dell'arte, lentamente ma finalmente fuori dal cono d'ombra della storia.
Sullo sfondo della vivacità culturale e produttiva di quella che fu la prima città italiana, il viaggio parte dalle pale d'altare delle 'forestiere' Lavinia Fontana e Fede Galizia, passa per Giovanna Garzoni sino alla napoletana Diana Di Rosa, detta Annella di Massimo forse vittima di femminicidio per aver amato il suo maestro Stanzione: tutte le artiste firmavano e datavano, anche in maniera originale, i loro quadri perchè non potevano siglare contratti come gli uomini. E ora i loro nomi sono tutti lì, a prova di attribuzione.







