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La moglie del dissidente kazako era stata espulsa nel 2013 insieme alla figlia Alua di 6 anni. L'accusa è di sequestro di persona

Confermata la condanna ai cinque poliziotti imputati al processo d'appello bis nell'ambito dell'inchiesta sull'espulsione dall'Italia, avvenuta nel 2013, di Alma Shalabayeva e di sua figlia Alua, rispettivamente moglie e figlia - allora di appena 6 anni - di Mukhtar Ablyazov, dissidente kazako ricercato dalle autorità del suo paese.

È la decisione dei giudici della corte d'Appello di Firenze. Per tutti l'accusa era di sequestro di persona. Gli ex capi della squadra mobile e dell'ufficio immigrazione della questura di Roma, Renato Cortese e Maurizio Improta e gli ex funzionari di polizia Luca Armeni, Francesco Stampacchia sono stati condannati a 5 anni di reclusione, mentre Vincenzo Tramma a 4 anni. La procura generale e le difese dei cinque poliziotti avevano chiesto l'assoluzione perché "il fatto non sussiste".