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Lo schiaffo degli ayatollah: 6 anni all'attivista anti-regime accusata di propaganda
È arrivata come una scure, l'ennesima. Altri sei anni di carcere alla premio Nobel per la pace iraniana Narges Mohammadi da parte delle autorità giudiziarie iraniane. L'incriminazione mossa alla 53enne attivista è di «raduno» e «collusione» per attività di propaganda, una sorta di accusa di cospirazione. Alla pena si aggiunge il divieto di lasciare l'Iran per due anni e l'esilio sempre per altrettanti anni nella città di Khosf. L'ultimo arresto è avvenuto il 12 dicembre scorso. Mohammadi fu picchiata e fermata dai Pasdaran a Mashhad dove è detenuta, mentre partecipava alle esequie di Khosrow Alikordi, un noto avvocato dei diritti umani trovato morto nel suo ufficio in circostanze sospette. Il suo ritorno in carcere considerato arbitrario dagli attivisti per i diritti umani, è avvenuto prima dell'inizio dell'ondata di proteste antigovernative che hanno scosso di recente l'Iran. Mohammadi è in sciopero della fame dal 2 febbraio. Protesta contro quella una detenzione illegale e per le sue pessime condizioni carcerarie. Non ha nessun diritto a telefonare, vedere i suoi avvocati e ricevere visite.








