Concentrato sulla Ferrari ventiquattro ore al giorno, da quando si sveglia a quando va a dormire.

Anzi, anche quando dorme. Lewis Hamilton dice di non considerare come nulla di personale la stilettata di John Elkann sulla necessità dei piloti Ferrari di "parlare meno e concentrarsi di più sulla guida", ma la sua risposta alle domande sulle tensioni in Ferrari tra piloti e presidente Exor è chiara.

"Se ritengo giusto chiedermi più concentrazione sulla squadra? Non proprio - le sue parole da Las Vegas, primo appuntamento dopo il Brasile - Mi sveglio pensandoci, mi addormento pensandoci, e ci penso anche quando dormo. Semmai, devo concentrarmi sul riuscire a staccare di più".

In una stagione senza podi per il britannico, col quarto posto nel Mondiale costruttori a -36 dalla Mercedes seconda, e il sesto posto di Hamilton in quello piloti, Elkann aveva parlato di un team che aveva lavorato bene in fabbrica, con gli ingegneri e ai box, meno con i piloti.

"Prendo le sue parole come una motivazione - il commento più morbido di Charles Leclerc, evidentemente meno piccato dalla parole di Elkann - Conosco John da molti anni e so che è molto ambizioso e vuole spingere tutti a raggiungere i migliori risultati possibili. Ci siamo sentiti come dopo ogni GP e ha spiegato quello che era l'intento positivo di quella intervista e del messaggio che voleva mandare. Lui ama la Ferrari, io amo la Ferrari, tutti noi amiamo la Ferrari nel team e cerchiamo sempre di fare del nostro meglio. Il messaggio che voleva trasmettere era positivo; voleva dire che dobbiamo fare meglio, e questo è chiaro a tutti".