Èla prima causa di morte improvvisa tra i bambini e i giovanissimi. In qualche modo, si potrebbe definire la “malattia da Rischiatutto” per chi ha memoria del famoso gioco a quiz condotto da Mike Bongiorno. Perché proprio in una sera del 1970, quando il presentatore chiamò una giovane tra il pubblico, questa morì di colpo per l’emozione. Oggi quel quadro è ampiamente studiato, se ne conoscono molti particolari. E la scienza italiana è ai vertici mondiali, grazie al lavoro dello specialista che poco dopo la metà del secolo scorso veniva chiamato il “dottor QT”, proprio per la pervicacia nello studio dell’allungamento di un intervallo del tracciato elettrocardiografico (ECG). Il suo nome è Peter J. Schwartz, ed è direttore del Centro per lo Studio e la Cura delle Aritmie Cardiache di Origine Genetica e del Laboratorio di Genetica Cardiovascolare di Auxologico Irccs. Insieme a Lia Crotti, direttore dell’UO di Riabilitazione Cardiologica di Auxologico San Luca di Milano e professore associato di Cardiologia all’Università di Milano-Bicocca firma un articolo sul New England Journal of Medicine che racconta le tappe storiche e scientifiche su questo quadro.

Aritmie genetiche, il rischio per la sindrome del QT lungo va rivalutata ogni anno