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Ultimo aggiornamento: 9:39
Il caso white striping arriva in Parlamento e deputati e senatori chiedono risposte sulla realtà della produzione di carne di pollo in Italia. Si tratta di una patologia muscolare legata alla rapida crescita dei polli e che si presenta sotto forma di strisce bianche, costituite da grasso e tessuto cicatriziale. Dopo la pubblicazione dei risultati dell’indagine condotta da Essere Animali su 619 confezioni a marchio Conad, Coop ed Esselunga e acquistate in 48 supermercati italiani sono state presentate due interrogazioni parlamentari al Senato e alla Camera dei Deputati, dirette al ministero della Salute e al ministero dell’Agricoltura, a firma dei deputati del Partito democratico, Eleonora Evi, Ilenia Malavasi e Gian Antonio Girelli e della senatrice Dolores Bevilacqua del Movimento 5 Stelle. Al centro delle interrogazioni il sistema di allevamento, che solleva preoccupazioni riguardanti la salute pubblica, la qualità della carne venduta nei supermercati e il benessere degli animali allevati.
Durante le sue osservazioni, Essere Animali aveva riscontrati segni evidenti di white striping sul 90 per cento dei polli presi in esame. L’indagine faceva seguito a quella condotta, tra dicembre 2023 e gennaio 2024, su su oltre 600 campioni di petto di pollo da allevamento convenzionale a marchio Lidl venduti nei punti vendita di 11 città italiane, da Bari a Torino. Secondo Coop, il white striping non comporta “rischi di sicurezza del prodotto, come dimostrato da autorevoli studi scientifici”. E, relativamente al caso segnalato, l’aziende ha dichiarato a ilfattoquotidiano.it che “i controlli sistematici, effettuati con metodologie che prevedono l’apertura delle confezioni e la verifica di tutti i tagli presenti all’interno, non confermano le percentuali riportate”. Secondo quanto riferito da Coop, nel 2024 (ultimo dato annuale), sono state analizzate da personale esperto oltre 1500 confezioni rilevando la presenza del fenomeno ad una percentuale inferiore al 5%.






