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Ultimo aggiornamento: 7:45
È di pochi giorni fa questa notizia riportata da Il Sole 24 Ore: “Negli Stati Uniti il divario tra ricchi e poveri continua ad ampliarsi. Secondo un nuovo rapporto di Oxfam America, i dieci miliardari più facoltosi del Paese hanno visto crescere la propria ricchezza complessiva di circa 698 miliardi di dollari nell’ultimo anno, un aumento che accentua la concentrazione del capitale nelle mani di una ristretta élite economica”.
La notizia si presta a svariate considerazioni. La prima, ma che senso ha essere sempre più ricchi (ricordando il Massimo Fini del denaro quale “Sterco del demonio”)? La seconda: diventare sempre più ricchi significa direttamente o indirettamente depredare ancor di più le risorse della terra. Tanto per dire, quante risorse consuma Jeff Bezos con pacchi e trasporti, o Elon Musk con le batterie al cobalto? La terza, ma sicuramente non ultima. Più ricchi ma anche più poveri, o meglio “miseri”, e ampliamento della forbice tra chi ha e chi non ha. Un mondo di pazzi, si potrebbe dire. O forse solo un mondo di uomini, se partiamo dal presupposto che l’uomo abbia in sé la propensione all’accumulo e la distonia con il mondo naturale.






