MESTRE (VENEZIA) - Si presenta all’esame della patente con microcamera, trasmettitore e auricolare infisso nell’orecchio: un 28enne nigeriano, dopo essere finito al pronto soccorso perché gli venisse tolto l’apparecchio incastrato nel timpano, è stato denunciato. E negli ultimi tre anni, lui non è che il 52esimo “imbroglione” scoperto dalla polizia locale.
È stata una postura troppo rigida, un modo di stare seduto che non convinceva, lo sguardo fisso sul monitor più del necessario ad aver insospettito gli agenti del nucleo Investigazioni Scientifiche della polizia locale che, ieri mattina, erano presenti alla Motorizzazione civile di Venezia per i controlli “anti-baratto”. Alle 11.10, mentre i candidati erano in aula davanti ai quiz, il giovane ha attratto degli agenti per l’atteggiamento innaturale del busto: niente di eclatante, ma abbastanza per fare pensare che avesse addosso qualcosa. Terminata la prova, prima che uscisse dall’edificio, gli agenti lo hanno infatti fermato, accompagnandolo in una stanza appartata.
È lì che il sospetto è diventato certezza: sul fianco del candidato, spuntava un sottile filo grigio. Gli agenti hanno così continuato a perquisirlo e, uno dopo l’altro, sono saltati fuori dispositivi che componevano un vero e proprio kit per farsi suggerire dall’esterno le risposte dell’esame. In tutto gli sono stati sequestrati due cellulari, un modulo di connessione telematica nascosto nella tasca dei pantaloni e una microcamera completa di antenna e batteria, fissata sotto il maglione con un adesivo. Mentre il ragazzo consegnava la strumentazione, gli agenti hanno notato qualcosa di anomalo anche nell’orecchio sinistro: un piccolo punto scuro, così profondo da non poter più essere rimosso.







