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Ultimo aggiornamento: 16:59

Al di là dell’antica cascina a far da simbolico decumano, tutt’attorno si osservano banche e negozi, una piscina comunale, campi da tennis e ogni possibile servizio che si possa immaginare per un quartiere residenziale. Nulla che ricordi i blocchi popolari delle periferie. Qui al quartiere Triante, uno dei più noti della città di Monza sono cresciuti i cinque ragazzi arrestati per quell’aggressione da Arancia meccanica che la notte del 12 ottobre, a furia di botte e coltellate, ha lasciato a terra un ragazzo di 22 anni, studente universitario, dopo averlo derubato di 50 euro. Tre minorenni e due maggiorenni, separati per età da qualche mese. Differenza minima che per i due poco più che 18enni può segnare la strada verso una condanna a doppia cifra. L’accusa: tentato omicidio.

Ma al di là di ciò che saranno indagini, processo e responsabilità individuali, quel che vale e resterà per sempre è la tetra diagnosi della vittima. La leggiamo tutta d’un fiato per come la scrive il giudice nella sua ordinanza cautelare: “Persona offesa rimasto paraplegico all’esito delle lesioni arrecate e con apparati urologico, intestinale e sessuale definitivamente compromessi”. Chissà se quei ragazzi avranno letto queste poche righe.