"Èpossibile" che ci sia una registrazione delle parole di Francesco Saverio Garofani, consigliere del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, riportate ieri da La Verità.
Lo ha detto Massimo De Manzoni, condirettore del quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, ospite di Un giorno da pecora, sui Rai Radio1, senza escludere che il giornale abbia tenuto dell'altro materiale per i prossimi giorni: "Top secret. Un po' di casino lo abbiamo fatto già, intanto stiamo sfruttando le reazioni".
Incalzato dal conduttore Giorgio Lauro su come siano state carpite le parole di Garofani, il giornalista ha spiegato che è avvenuto "in un ristorante" e che "c'era qualcuno di molto vicino a noi che ha sentito che parlava". Allo stesso tavolo? "Pretende troppo, le fonti vanno protette fino in fondo", ha replicato De Manzoni, confermando che al tavolo c'erano politici, funzionari di Stato e "sportivi professionisti".
"Intanto diciamo che Garofani ha fatto un'intervista al Corriere della sera e ha confermato tutto quello che abbiamo scritto". Ha detto, è stato osservato, che erano "chiacchiere da bar". "Sì ma non ha detto che hanno sbagliato a riferire chiacchiere da bar", ha notato il condirettore de La Verità, spiegando che "per quello che mi consta" la notizia "è arrivata ed è stata pubblicata, ma la cosa è arrivata direttamente a Belpietro, non sono stato neanche lì a chiedergli" da quanto tempo l'aveva: ma è "una balla" che si sia atteso il Consiglio supremo di difesa di lunedì. La firma dell'articolo, Ignazio Mangrano, "è un nom de plume", uno pseudonimo, ha chiarito il giornalista, "anche quello per coprire le fonti". Il titolo di prima pagina era "Il piano del Quirinale per fermare la Meloni".











