Il Tribunale di Roma ha messo la parola fine alle accuse di violazione di segreto di Stato nel caso dell'autogrill legato all'incontro di Matteo Renzi e lo 007 Marco Mancini. Lo rendo noto il conduttore di Report Sigfrido Ranucci su Facebook.

"Il Gip - spiega - ha archiviato definitivamente le accuse nei confronti del sottoscritto e dei colleghi Giorgio Mottola, Danilo Procaccianti e Walter Molino. C'era anche il vecchio Franco Di Mare, che da lassù potrà essere ancora una volta orgoglioso di come ha lavorato Report, la trasmissione che ha amato e valorizzato. Il gip ha rinviato invece per competenza al Pm le accuse di diffamazione".

Il provvedimento riguarda l'ipotesi di rivelazione del segreto di Stato, contestata in origine ai soli Mottola e Procaccianti per l'intervista - trasmessa in forma anonima -, in cui un ex appartenente ai servizi riconduceva Mancini alla figura ripresa mentre incontrava Matteo Renzi, il 23 dicembre 2020. Il giudice, pur riconoscendo che i dati del personale di Dis, Aise e Aisi sono "potenzialmente soggetti a segretazione", ha ritenuto determinante la necessità che il segreto sia formalmente apposto dal presidente del Consiglio, come previsto dalla legge 124/2007. Nel caso concreto, osserva il giudice, non risulta alcun accertamento sulla sussistenza di tale apposizione, "nè la diffusione della notizia avrebbe avuto una idoneità lesiva per gli interessi di sicurezza nazionale, presupposto indispensabile per configurare i reati contestati".