Anzi alle critiche per la scarsa trasparenza nella procedura di selezione e per l'esperienza della 35enne direttrice d'orchestra giudicata dai musicisti inadeguata per un teatro del livello della Fenice, si sono aggiunte richieste politicamente più pesanti. Non solo il passo indietro della Venezi e la rinuncia all'incarico, ma anche le dimissioni dello stesso sovrintendente Nicola Colabianchi indicato dalle organizzazioni sindacali e anche dal Pd veneziano come il responsabile di questa situazione. Colabianchi ha replicato a stretto giro di posta di non aver nessuna intenzione di andarsene e ha incassato a più riprese il sostegno del governo. Non ultima quella del Sottosegretario alla Cultura, Gianmarco Mazzi, che l'altro ieri lo ha definito «un eroe». In questo clima, è assai probabile che, da parte delle organizzazioni sindacali, non si cerchi di sfruttare l'eco e la visibilità della "prima" per riproporre le ragioni della protesta e della contestazione alla nomina di Venezi.

Al momento si sa per certo che la Rsu del Teatro, la rappresentanza sindacale interna, aveva preparato un comunicato da leggere a inizio spettacolo, dalla platea, di fronte al pubblico presente. Ma la proposta è stata bocciata dal sovrintendente Nicola Colabianchi, che non ha dato l'autorizzazione alla lettura del testo.