Durante un incontro tra i due alla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman non «sapeva nulla» dell’omicidio di Jamal Khashoggi, dissidente saudita e opinionista del Washington Post ucciso nel 2018 nel consolato saudita di Istanbul, in Turchia. La sua morte aveva causato enormi proteste e un rapporto della CIA, la principale agenzia d’intelligence statunitense per l’estero, aveva indicato bin Salman come mandante. Trump ha anche criticato la giornalista che aveva posto la domanda su Khashoggi, accusandola di «imbarazzare l’ospite», e in generale ha mostrato di non volersi occupare della questione, dicendo che «le cose succedono».
Dopo l’omicidio di Khashoggi sembrava che bin Salman sarebbe stato escluso dalla comunità diplomatica e internazionale, ma l’incontro di martedì ha dimostrato il contrario. Bin Salman è stato accolto con tutti gli onori abitualmente riservati ai capi di stato e di governo, e ha così completato la sua riabilitazione diplomatica.
La conferenza stampa nello Studio Ovale della Casa Bianca (AP Photo/Evan Vucci)
Khashoggi era un giornalista di 59 anni, direttore del giornale saudita Al Watan, editorialista per il Washington Post, critico del governo saudita e fuggito in Turchia dopo varie intimidazioni. A ottobre del 2018 era entrato nel consolato saudita di Istanbul per ottenere dei documenti che gli servivano per potersi sposare, e non ne è più uscito vivo: secondo le successive ricostruzioni fu ucciso nel consolato e il suo corpo venne smembrato da un commando di undici uomini sauditi, mandati quasi certamente da bin Salman.










