Ingresso dal portico sud della Casa Bianca riservato di solito ai capi di Stato, picchetti militari e jet in volo.

Più una strenua difesa su uno dei casi più controversi degli ultimi sette anni: la morte di Jamal Khashoggi. Per il primo incontro a Washington dal 2018 e la prima visita negli Stati Uniti dall'omicidio dell'attivista e giornalista del Washington Post, Donald Trump ha accolto il principe ereditario Mohammed bin Salman con tutti gli onori. "Un leader molto rispettato, un mio grande amico, un uomo che ha fatto cose incredibili per i diritti umani", lo ha definito il tycoon.

Mohammed bin Salman e Donald Trump

La visita del saudita arriva in uno dei momenti più delicati del secondo mandato del tycoon, con gli indici di gradimento in calo, l'insoddisfazione per la sua gestione dell'economia in aumento e l'irritazione della base Maga per la sua gestione del caso Epstein alle stelle. E la tensione di Trump si percepisce anche negli accesi scambi con la stampa nello Studio Ovale, soprattutto quando si tocca il caso del finanziere pedofilo. Il presidente è comunque riuscito ad incassare quello che auspicava dalla visita: la rassicurazione da parte di bin Salman che ci saranno gli investimenti negli Stati Uniti promessi nel loro incontro a maggio. Anzi, il principe ereditario ha rilanciato, annunciando che Riad è pronta a salire da 600 a 1.000 miliardi.