La Mercedes Classe G elettrica rappresenta al meglio la capacità della casa tedesca di innovare senza stravolgere né l’immagine né la storica vocazione di quest’auto nata 46 anni fa con l’obiettivo di assegnare anche ad un marchio di lusso il ruolo tipico dei fuoristrada “sporchi e cattivi”, veicoli capaci di sfidare montagne, pendii, guadi, terreni fangosi e innevati, conservando un aspetto straordinariamente “borghese”, sobrio e persino elegante. Ma se la G 580 EQ a emissioni zero rappresenta la svolta imposta dai tempi, non è detto che a Stoccarda si sia deciso di rinnegare del tutto le motorizzazioni termiche. L’immortale fuoristrada tedesco continua infatti ad essere prodotto e commercializzato anche con motorizzazioni tradizionali, ovvero con motori a benzina e diesel, sia pure abbinati a dispositivi elettrici. Che ne fanno auto ibride, per la precisione Mild-Hybrid, capaci di soddisfare quella parte del mercato che ancora non accetta il full electric.
Tra queste new entry spicca, al vertice estremo della Classe G, la versione S.W. sportiva AMG, l’unica che disponga, sotto al cofano anteriore, di un motore V8 a benzina 4.0 litri (per la precisione 3.982 cc) con potenza di 430 cv, che diventano 585 con il supporto di una componente elettrica che ne fa un fuoristrada ibrido ad altissime prestazioni: 220 km/h la velocità massima, 4,3 secondi per l’accelerazione da 0 a 100 km/h. Prestazioni favorite anche dal cambio automatico 9G-Tronic, ma praticamente uguali a quelle della versione elettrica, che pur essendo più corta di 21 cm (4,62 metri contro 4,83) pesa molto di più (3.100 kg) e tuttavia abbatte a zero le emissioni di CO2 (contro i 332 gr/km dell’ibrida).









