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19 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 9:52

“Magari quel cog…ne è ancora in coma, domani schiatta e ti danno omicidio. Ma speriamo, almeno non parla. Io gli stacco tutti i cavi”. Sono parole che gelano il sangue quelle intercettate dalla polizia nella sala d’aspetto della Questura di Milano. A pronunciarle non sono boss navigati, ma ragazzi di 17 e 18 anni, figli di famiglie della “Milano bene”, che ridono e scherzano mentre aspettano di essere identificati per aver quasi ucciso un coetaneo per 50 euro. È l’aspetto più inquietante dell’indagine che ha portato all’arresto di cinque giovani (tre minorenni e due appena maggiorenni) accusati del brutale pestaggio di uno studente bocconiano di 22 anni, avvenuto la notte del 12 ottobre in zona Corso Como. Il ragazzo, accoltellato e preso a calci, rischia di rimanere invalido, ma per i suoi aggressori quella violenza era solo materiale per un vanto social.

L’aggressione è nata per futili motivi. Il 22enne, che tornava da una serata, è stato avvicinato dal branco con la scusa di una sigaretta. Poi la richiesta di cambiare soldi e lo scippo di una banconota da 50 euro. Il bocconiano li insegue e il gruppo reagisce. Con violenza. Prima le botte, calci e bugni, poi i fendenti inferti con un coltello a scatto. Il primo superficiale, all’altezza di un gluteo, il secondo gli perfora un polmone e lesiona il midollo spinale. Nel corso delle indagini, gli agenti del Commissariato Garibaldi-Venezia acquisiscono le immagini delle telecamere di sicurezza della zona: la vittima è a terra, inerme, mentre gli aggressori – solo uno si sarebbe limitato ad assistere – si accaniscono su di lui sotto i portici dell’Una Hotel di via Rosales, dove poco dopo una coppia di ragazzi nota a terra la vittima sanguinante e dà l’allarme. Trasportato in ospedale, dove ha rischiato più volte di morire per choc emorragico per aver perso quattro litri di sangue, il 22enne ha subito diversi interventi.