Piazza Affari si muove di nuovo in rosso e prosegue sull’onda dei forti cali di ieri. Dopo un avvio in terreno positivo, sull’FtseMib sono tornate di nuovo le vendite e a metà seduta la discesa arriva allo 0,75%. Francoforte cede lo 0,23% mentre Parigi è giù dello 0,45%. A Wall Street intanto i futures sono sulla parità. Ieri il Nasdaq ha chiuso con un -1,2%, il Dow Jones a -1,1% e l’S&P500 a -0,8%. L'oro torna a salire (+0,50%) a 4.086 dollari l'oncia.
A pesare è il clima di forte incertezza sullo stato di salute dell’economia Usa insieme ai timori di una possibile bolla sui titoli tech Usa. Al centro dell’attenzione c’è poi la Fed, la Banca centrale americana, che questa sera darà indicazioni sul futuro taglio dei tassi di dicembre. Da giorni inoltre gli investitori sono in fremente attesa dei dati di Nvidia, colosso star dell’Intelligenza Artificiale. I conti del trimestre saranno diffusi questa sera e sono diventati cruciali per i mercati.
Investimenti record, profitti incerti: perché i mercati temono la bolla dell'Ai
Nvidia e Fed al centro
I media Usa scrivono che la direzione del settore dell’Intelligenza artificiale dipende in queste ore da due persone, e Wall Street sta per ascoltare una di loro. Si tratta del Ceo di Nvidia Jensen Huang, che oggi parlerà durante la tanto attesa conference call sui risultati finanziari della sua azienda. L’appuntamento è particolarmente significativo alla luce delle forti pressioni di questi giorni sui titoli del comparto. «Nvidia non è più un titolo, è un indicatore macro - scrive Alessio Garzone, portfolio manager Gamma Capital Markets -. Il mercato si è abituato a una cosa quasi irreale: Nvidia non deve più battere le stime, deve battere le stime delle stime. Deve superare il consensus, l’high-end e perfino le aspettative implicite degli investitori. Un susseguirsi di “beat and raise” che ormai consideriamo normale ma normale non è».














