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Ultimo aggiornamento: 8:03
“L’Italia è il paese più bello del mondo. L’obiettivo di ritornare c’è, ma credo che all’inizio della carriera sia più facile crescere all’estero”. Eugenio Serafino ha lasciato Roma subito dopo il diploma per andare a studiare al Politecnico di Milano, ma finita la triennale il suo sguardo si è spostato più su, fino all’università di Losanna. Prima la magistrale, poi il lavoro a Zurigo, e in fondo al cuore il sogno di tornare in patria una volta cresciuto ancora un po’.
“Durante la triennale in ingegneria gestionale ho fatto uno stage in una piccola azienda. Non è stato un brutto periodo, non era retribuito ma ho imparato molto. Però la sensazione era che una volta finiti gli studi in Italia avrei dovuto lottare per trovare un mio posto”, quasi non potesse esistere un percorso lineare tra la fine degli studi e la ricerca del lavoro. Un’esperienza che, unita alla voglia di provare ad arricchire le sue competenze, lo ha portato a cercare un’università straniera dove proseguire con la magistrale, nonostante la prima scelta fosse sempre stata quella di rimanere in Italia. “Volevo vedere, esplorare qualcosa di nuovo. Le mie tre opzioni erano Inghilterra, Olanda e Svizzera, paesi con ottimi politecnici. Alla fine ho scelto la Svizzera, anche per una questione di vicinanza”. In effetti Losanna-Milano è una distanza addirittura inferiore a quella che c’è tra Milano e Roma, la città natale di Eugenio. Ma quello che ha trovato una volta varcato il confine è stato un mondo universitario con caratteri molto differenti.






