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Il procuratore contro Quarta Repubblica: "Non parlo con voi"

Vietato criticare Gratteri (nella foto). Anche davanti all'evidenza. Le bufale, se a diffonderle in diretta tv è il procuratore di Napoli, si trasformano in bolle di sapone. Scoppiano ed evaporano senza lasciare traccia. E la libertà di stampa diventa un anomalia da debellare. Ecco quindi che attorno alla star togata nonché frontman del partito del No alla riforma della giustizia si alza un muro a sua difesa di quelli mai visti. E a erigerlo è l'Associazione nazionale magistrati che, invece di alzare il dito contro le menzogne sul compianto giudice Giovanni Falcone, propagandate in diretta su La7, dirama una nota che rasenta il paradosso. E non tanto perché si tratta della consueta difesa corporativa che stigmatizza «pesanti critiche e attacchi personali legati al suo impegno per il no al referendum» subìti dal procuratore di Napoli, dimenticando che rientrerebbero nell'alveo della pura e sacrosanta libertà di stampa. Ma soprattutto perché è una nota strabica che omette qualunque tipo di riferimento alle due fake news sciorinate da Gratteri e che, al contrario, esige che «il suo contributo tecnico merita rispetto perché ha come unico scopo quello di arricchire il dibattito sulla riforma e dare ai cittadini maggiori elementi di riflessione in vista del voto referendario». Ora, un conto è fornire una visione corretta, seppur di parte, un altro è spacciare delle menzogne per elementi di riflessione.