In un’epoca segnata da guerre, crisi globali e rapidi cambiamenti tecnologici la voce della scienza resta un punto di riferimento sempre più decisivo: lo spiega Roberto Antonelli, filologo e linguista, professore emerito all’Università La Sapienza di Roma e presidente dell’Accademia Nazionale dei Lincei, una delle più antiche istituzioni scientifiche del mondo, fondata nel 1603. Dalle nuove minacce nucleari all’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale, fino al futuro della ricerca in Italia, ostacolata dalla mancanza di investimenti e dalla fine dei finanziamenti legati al Pnrr, il panorama globale è sempre più complesso e contraddittorio e la scienza, oggi, è un universo di discipline e di progetti in continua espansione, mentre evidenzia il suo ruolo di strumento di pace e di progresso.

Professor Antonelli, nella Relazione in apertura dell'anno accademico all'Accademia dei Lincei è contenuta una sua riflessione sul ruolo chiave della scienza in questo momento storico di grande complessità: che cosa possono e devono fare gli scienziati?

“Il primo compito della scienza è mantenere un approccio di tipo scientifico ai problemi: basarsi sulla verifica e sull’interpretazione dei fatti, non sulle opinioni. In un contesto come l’attuale, con due guerre in corso — una in Europa che dura da quattro anni e una di fronte all'Europa che ci riguarda tutti — è essenziale capire la realtà e valutarne le conseguenze future. Per la prima volta, all’Accademia abbiamo inaugurato l’anno accademico con una riflessione sul rischio di una guerra nucleare. E' la prima volta che uno Stato molto potente militarmente minaccia l'uso delle armi nucleari, definite come tattiche, ma un'arma atomica tattica - è stato chiarito nel convegno all'Accademia dei Licei con alcuni dei maggiori specialisti - è molto più potente di quella di Hiroshima. In una situazione come questa la questione della pace e del dialogo hanno un'importanza straordinaria”.