“Inizia un nuovo capitolo dell’esplorazione di Marte. “ESCApade” non solo sarà la prima missione interplanetaria con il nostro razzo “New Glenn”, ma anche la prima multi-veicolo destinata a studiare l'atmosfera e la magnetosfera di Marte”.
Dave Limp, ceo di Blue Origin, commenta con un misto di orgoglio e di entusiasmo il lancio del nuovo e gigantesco razzo vettore, “New Glenn”, della compagnia spaziale di Jeff Bezos. Il razzo, al suo secondo volo, dopo quello avvenuto lo scorso gennaio, ha dato il via, giovedì 13 novembre, alle 21.55 ora italiana, alla nuova missione della Nasa che ha come destinazione il Pianeta Rosso. Un viaggio più lungo rispetto agli standard e che porterà la coppia di sonde gemelle di “ESCApade” a raggiungere l’orbita marziana nel settembre del 2027.
Le due sonde faranno dapprima tappa presso il punto Lagrangiano L-2 per poi proseguire verso Marte. Un metodo per allungare la “finestra di lancio” favorevole, che di solito non dura più di un mese e, in caso di ritardo, si ripresenta solo dopo due anni.
“New Glenn”, alto 98 metri,si è staccato regolarmente dalla piattaforma numero 36 del Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Si tratta di un razzo in gran parte riutilizzabile: anche per il “New Glenn”, che porta il nome di John Glenn, primo astronauta americano in orbita nel 1962, come per i lanciatori di SpaceX, il primo stadio viene recuperato su una piattaforma nell’Oceano Atlantico. Tutto è avvenuto regolarmente e, così, Blue Origin diventa la seconda azienda al mondo in grado di recuperare, dopo il lancio, i propri veicoli.








