Comandanti russi hanno ordinato alle loro truppe di usare i civili come "scudo umano" durante un assalto alla periferia sud-orientale della città di Pokrovsk, nel Donetsk, il 10 novembre scorso.

Lo sostiene la Procura della Repubblica dell'Oblast del Donetsk citata da Ukrainska Pravda. "Verso le 14:30, un comandante delle forze armate russe ha impartito un'istruzione via radio ai suoi subordinati, entrati a Pokrovsk, ordinando loro di usare la popolazione civile come scudo umano" hanno detto.

In particolare, il comandante avrebbe ordinato alle truppe russe di costringere i civili detenuti - un uomo, una donna e un bambino di 13 anni - a camminare davanti a loro durante un'operazione di rastrellamento delle aree popolate. Citando dati preliminari, i procuratori hanno riferito che l'ordine era stato impartito al Primo Battaglione Fucilieri Motorizzati del 506simo Reggimento Fucilieri Motorizzati delle Forze Armate Russe, impegnato nell'attacco alla periferia sud-orientale di Pokrovsk. Sono in corso indagini e ricerche per stabilire le circostanze dell'incidente, identificare i responsabili e determinare la sorte dei civili. Le indagini sono condotte dai Servizi di sicurezza dell'Ucraina.