Isoldati ucraini a Pokrovsk hanno iniziato ad arrendersi. Lo sostiene il ministero della Difesa russo pubblicando quelle che presenta come "testimonianze dei prigionieri di guerra".

La Russia cerca di conquistare Pokrovsk da oltre un anno. Secondo quanto riportato dall'agenzia statale Tass, Vyacheslav Krevenko, un militare ucraino catturato vicino a Pokrovsk, avrebbe raccontato che le forze ucraine stavano tentando di stabilire una posizione difensiva nella zona. "Mi sono reso conto che il nostro comandante ci aveva abbandonato molto tempo fa", avrebbe dichiarato Krevenko, citato dalla Tass. "Io e il mio compagno abbiamo cercato di organizzare una difesa in una casa privata, ma alla fine abbiamo deciso che era meglio arrendersi. Non aveva senso resistere: il nostro comandante ci aveva tradito. Era inutile", avrebbe poi aggiunto

Forze speciali ucraine con la direzione centrale d'intelligence del Ministero della Difesa di Kiev (Gur) hanno avviato una complessa operazione anfibia di infiltrazione a Pokrovsk, per compiere un contrattacco e tentare di rompere la morsa dell'assedio russo alla città del Donetsk, in Donbass. Lo riporta l'emittente pubblica Suspilne. Squadre d'assalto dell'intelligence militare sono entrate in aree della città considerate sotto controllo dal comando russo. Si sottolinea che queste aree sono considerate di importanza strategica per la logistica ucraina. Il direttore dell'intelligence ucraina Budanov è sul posto e sta dirigendo personalmente l'operazione. Ieri, durante un briefing, il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha riferito che le truppe russe avevano concentrato circa 170.000 soldati nei pressi di Pokrovsk e, pur negando la presa della città da parte di russi, ha ammesso che la situazione rimane "difficile".