Sul suo stato di WhatsApp Leo Gassmann ha la foto di un funambolo. Dice che è perché è la metafora più bella della vita, questo stare sospesi su un filo, in bilico tra tumulto e desiderio, tra gioia e tempesta, tra passato e futuro. «L’importante», dice: «è resistere, attraversare, arrivare dall’altra parte».
Cappotto spigato in tweed, giacca in principe di Galles con tasche applicate, dolcevita in lana, pantaloni con cinturini laterali in lana, tutto di Polo by Ralph Lauren; scarpe stringate in pelle e suede, Doucal’s.????????????????????????????
Ed essendo il figlio di Alessandro Gassmann e il nipote di Vittorio Gassmann, due mostri sacri del cinema italiano, forse tanto facile non deve essere sempre stato mantenerlo questo equilibrio. Ma Leo ha l’entusiasmo, l’energia, e anche quell’indispensabile sana dose di ingenuità che si hanno ancora a 26 anni. Con l’aggiunta anche di un bel bagaglio di esperienza che l’ha portato a essere un artista versatile, capace di passare dalla musica al doppiaggio, dal cinema al teatro, con la stessa grazia e tenacia, effettivamente, di quel funambolo che ha come stato di Whatsapp.
Cappotto doppiopetto in cashmere e lana con collo in shearling, maglione scollo a V in cashmere, pantaloni in lana, tutto di Zegna.?????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????????







