L’era dei rapidi aggiornamenti di prodotto e delle sostituzioni repentine di modelli "giovani" sembra destinata a finire; almeno per Toyota. Il colosso giapponese, infatti, ha annunciato che i suoi prossimi modelli avranno un ciclo vita che li farà rimanere in produzione per ben 9 anni, anziché per i canonici 6/7 anni. Il costruttore ritiene che la rivoluzione software-defined vehicle (veicolo definito dal software) permetta di mantenere i prodotti "freschi e aggiornati" senza la necessità di riprogettare l'hardware con la stessa frequenza del passato.

Il software batte l'hardware

Toyota crede che le funzionalità dei suoi veicoli potranno essere migliorate e integrate semplicemente attraverso aggiornamenti software da remoto (OTA - Over The Air). Questa visione riduce l'importanza dell'aggiornamento fisico e del design, spostando l'attenzione sul costante update/upgrade tecnologico. In sostanza, l'esperienza di guida, l'infotainment e i sistemi di assistenza potranno evolvere drasticamente grazie all'implementazione del software.

Costante evoluzione

Perfezionare più che sostituire, quindi, specie quando si parla di auto elettriche e ibride. Ma in ballo c'è anche una riduzione dei costi: mantenere un modello in produzione per un periodo più lungo consente di ammortizzare le spese di ricerca, sviluppo e progettazione su un arco temporale maggiore. Il beneficio, però, sarebbe pure per i clienti: i veicoli che ricevono costanti aggiornamenti software possono in teoria mantenere un valore residuo più alto, offrendo agli utenti un "investimento più protetto" a lungo termine.