Li chiamano “paesaggi sommersi”. Territori costieri, che senza un’inversione di marcia, sembrano destinati nel giro di qualche decennio a diventare inabitabili sia a causa dell’erosione dovuta alle attività umane, sia all’innalzamento del mare. Non significa solo perdere spiagge, ecosistemi naturali e infrastrutture, ma anche compromettere sistemi vitali per le popolazioni costiere come la pesca e il turismo. Significa immaginare intere comunità costrette a spostarsi all’interno per sopravvivere.
Omar Defeo, docente presso l’Università della Repubblica dell’Uruguay (UdelaR)
L’ultimo report arriva dallo scienziato uruguaiano Omar Defeo, professore presso l’Università della Repubblica dell’Uruguay (UdelaR) considerato dalla comunità scientifica tra i massimi esperti mondiali di ecologia delle spiagge. Da anni analizza come questi ecosistemi interagiscano sia sotto le pressioni dell’uomo (turismo e urbanizzazione soprattutto) sia a causa del clima. Il risultato dei suoi studi e dei modelli di ricerca è tutt’altro che rassicurante. Durante il simposio FAPESP Day Uruguay, il professor Defeo ha infatti affermato chiaro e torno: “Quasi metà delle spiagge scomparirà entro la fine del secolo”.Spiagge “schiacciate dal clima e urbanizzazione









