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Dal 25 ottobre non c’è neppure una canzone rap tra le prime quaranta posizioni della Billboard Hot 100, la classifica musicale più importante dell’industria discografica statunitense. La notizia è stata ampiamente ripresa e commentata dalle riviste di settore, perché non succedeva dal 2 febbraio 1990, più di 35 anni fa, più o meno quando l’hip hop uscì dai ghetti afroamericani per diventare parte della cultura americana e globale. Questa circostanza ha rinnovato le analisi e le riflessioni sulla fase di contrazione della musica hip hop negli Stati Uniti, il suo mercato di riferimento.

Il risultato in realtà è stato determinato dalla rimozione dalla classifica di “Luther” di Kendrick Lamar e SZA, una delle canzoni più di successo dell’ultimo anno, uscita nel novembre del 2024. L’esclusione non è dipesa da fattori legati alle vendite, ma da una modifica al regolamento che era stata introdotta proprio quel giorno. La nuova regola stabilisce che i brani presenti in classifica da più di 26 settimane vengano rimossi quando scendono sotto la venticinquesima posizione, venendo così etichettati come «ricorrenti». “Luther” era arrivata al trentottesimo posto nella settimana precedente.