L’Italia del 2025 sembra vivere dentro un’unica grande playlist: quella in cui il rap domina, Sanremo decide e tutto il resto fa da arredamento. Lo racconta lo Spotify Wrapped appena pubblicato, che certifica un Paese fedele ai suoi rituali sonori e alle sue abitudini d’ascolto, più stabili di quanto le rivoluzioni musicali annunciate ogni anno vorrebbero farci credere.

Rap, e ancora rap

In cima alla piramide c’è di nuovo lui, Sfera Ebbasta, che recupera la prima posizione tra gli artisti più ascoltati come se non fosse mai sceso dal trono. Subito dietro, una cinquina che è un monolite urbano: Shiva, Guè, Geolier e Marracash. Cinque nomi che occupano le classifiche come un’unica infrastruttura culturale: l’urban come codice dominante, linguaggio comune, tappeto sonoro del Paese.

Eppure, c’è una sorpresa: Olly. È lui a prendersi la canzone più ascoltata, Balorda nostalgia, e il primo posto tra gli album con Tutta vita (Sempre). Ed è sicuraente anche merito di Sanremo, che continua a governare gli ascolti. Quattro brani della top 10 arrivano infatti dalla kermesse. L’Italia dice di non guardarlo, ma continua a farsi condizionare. E chissà se anche il prossimo anno andrà nello stesso modo, dato che in molti hanno definito il cast sanremese del 2026 «debole e senza veri big».