"Il nostro obiettivo è il 2028: entro la fine del 2028 essere pronti e in grado di dichiarare che possiamo chiudere tutti e 6 i capitoli.
Non abbiamo ancora lavorato sui capitoli ma siamo pronti per il Capitolo 1 e per altri due".
Lo ha annunciato il presidente del Parlamento moldavo, Igor Grosu, a margine del XIX South East Europe Media Forum organizzato da Konrad Adenauer Stiftung, Central European Initiative (Cei/Ince) e South East Europe Media Organisation (Seemo).
"Stiamo aspettando le decisioni politiche, ma allo stesso tempo siamo pronti a continuare a livello tecnico per andare avanti nell' adeguamento della legislazione e soddisfare i criteri europei di adesione", ha concluso.
Moldavia: Grosu, fermati tentativi russi di destabilizzazione Presidente Parlamento, persone addestrate in Serbia e a Mosca CHISINAU "Il denaro per influenzare le elezioni è uno degli strumenti impiegati dalla Federazione Russa e dai gruppi criminali a essa collegati", oltre a "disinformazione e propaganda", per "minare la fiducia nelle istituzioni pubbliche, nel processo elettorale: l'essenza del nostro sistema politico e della nostra democrazia". Lo denuncia il presidente del Parlamento moldavo, Igor Grosu, a margine del XIX South East Europe Media Forum organizzato da Konrad Adenauer Stiftung, Central European Initiative (Cei/Ince) e South East Europe Media Organisation (Seemo). "L'anno scorso sono riusciti a creare una rete a livello di base, sfruttando anche debolezze delle nostre istituzioni - ha spiegato Grosu - Ma quest'anno siamo riusciti a scoraggiare le persone e a spiegare che questo è dannoso per il processo elettorale e per il Paese. Abbiamo criminalizzato questa pratica — per chi offre denaro e per chi lo accetta in cambio del voto a un partito o a un altro". Sulla possibilità di eventuali violenze anche fisiche, per Grosu "erano pronti anche a questo scenario. Da indagini giornalistiche - il forum è proprio sulla libertà di stampa, ndr - sono emersi diversi casi di persone della Repubblica di Moldova addestrate all'estero, in particolare Serbia e Mosca. Hanno reclutato giovani e altri che sono stati formati per partecipare ad azioni violente, se necessario: prima delle elezioni o dopo, qualora la situazione lo avesse permesso". Infine, il timore della guerra: "Abbiamo oltre 1.200 chilometri di confine con l'Ucraina. Il popolo ucraino non sta proteggendo solo se stesso ma anche noi". Noi "dobbiamo affrontare la guerra propagandistica, non convenzionale: proteggendo noi stessi, proteggiamo anche loro, così come proteggiamo i rifugiati ucraini". Ma "dobbiamo continuare a rafforzare le nostre capacità di difesa e di sicurezza". DO S41 QBXK







