A Torino è caccia all’uomo, anzi al ragazzo: un detenuto di 17 anni, residente a Milano e accusato di tentato omicidio, è evaso ieri dal carcere minorile Ferrante Aporti.Secondo quanto ricostruito, il ragazzino, originario del Marocco, nel tardo pomeriggio di ieri ha scavalcato il muro del campo sportivo del carcere (lato Sisport) e ha fatto perdere le sue tracce nella zona di corso Unione Sovietica.
Una fuga che si aggiunge alle quattro evasioni in venti giorni dal Lorusso e Cutugno, con protagonisti quattro detenuti che entravano e uscivano dal carcere per lavorare. E due di loro, a quanto risulta, non sono più rientrati.
Per loro le ricerche sono in corso, così come per il giovanissimo detenuto.
Sul caso del Ferrante Aporti interviene l’Osapp, sindacato della polizia penitenziaria che attribuisce la colpa della fuga alla carenza di almeno venti agenti, «una situazione resa ancora più critica dopo il trasferimento di parte del personale destinato all’apertura dei nuovi istituti minorili de L’Aquila e di Lecce». Secondo l’Osapp, si tratta di «un vero e proprio gioco delle tre carte, in cui il personale viene spostato senza criteri, lasciando scoperti istituti già in gravi difficoltà. Il risultato è che gli agenti sono costretti a prestare servizio in condizioni impossibili, spesso in turni isolati, a fronte di un istituto sovraffollato che ospita oltre 50 minori, riempito “a tappo”, nel silenzio assordante dei vertici della giustizia minorile».Infatti l’Osapp ribadisce la richiesta delle dimissioni del Capo Dipartimento Antonio Sangermano, imputando a lui la colpa di «istituti colabrodo»: «E speriamo che le responsabilità non ricadano nuovamente sugli agenti, come già accaduto per la rivolta dell’agosto 2024 al Ferrante Aporti».Leo Beneduci, segretario generale dell’Osapp, attacca: «Questa evasione è la conseguenza diretta di scelte politiche e gestionali fallimentari. Da mesi denunciamo una situazione insostenibile, eppure continuiamo a essere ignorati.









