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18 NOVEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:53

“Un anno speciale, con alti e bassi, ma pieno di gratitudine per le persone che mi circondano. Non potrei farcela senza questa squadra”. Con questo messaggio social Jannik Sinner – a meno di 24 ore dal successo contro Carlos Alcaraz – ha voluto ringraziare il suo team. E non smette mai di farlo. Perché nella sua squadra Sinner non ha trovato solo delle affidabili figure professionali, ma un’altra famiglia. Gente fidata, che l’altoatesino vuole sempre accanto: su tutti Simone Vagnozzi (Head coach), Darren Cahill (assistente allenatore) e Umberto Ferrara (preparatore atletico).

Che sia un’intervista in tv, a un giornale, pre partita, post partita, Sinner parla sempre di “noi”, mai di “io”. “Stiamo lavorando su altri aspetti” e mai “sto”. Un plurale che all’altoatesino è sempre venuto spontaneo, perché Sinner senza il suo team non sarebbe Sinner. Per più motivi, che esulano dai miglioramenti tecnici e dall’ottima condizione fisica. Perché Vagnozzi e Cahill sono “di famiglia”, amici a cui l’azzurro si è anche affidato nei momenti più complicati. E lo stesso vale per il preparatore Umberto Ferrara, quel tassello mancante che Sinner ha deciso di re-inserire a luglio, dopo averlo licenziato post caso Clostebol. Nessuno come loro conosce il corpo e soprattutto la mente di Sinner.